Ormai il PD è alle calcagna del PDL, e già Berlusconi, il grande statista e risorsa preziosa per il paese, sente sul collo il fiato del suo avversario - ma in senso buono - Walter Veltroni, la grande novità politica del millennio (e di quello passato), il nuovo-che-avanza e che è-meglio-mangiarlo-prima-che-vada-a-male.
Ma qual è il grande sogno di Veltroni? In cosa consiste la grandiosa novità di queste elezioni, in cui il PD potrebbe anche arrivare a vincere ma anche a perdere, nonostante le continue azioni della sinistra radicale, che ha affossato il governo Prodi, offeso e censurato barbaramente il Santo Padre, ma anche attentato alle ottime leggi varate dal governo precedente, come la legge 30 sul lavoro, la legge 40 sulla fecondazione assistita, e quelle per tutelare i politici dall'aggressione continua di una magistratura che arrogantemente pretende che si rispettino le leggi?
La novità delle liste sapientemente preparate, con alchimistico genio, da Walter Veltroni è quella di mettere finalmente in campo i lavoratori ma anche gli imprenditori, un tempo divisi da astio sindacalistico e da assurde pretese salariali, di unire in un solo grande obbiettivo laici ma anche cattolici, un tempo in guerra sulla questione dell'odiosa laicizzazione dello stato che ospita il Vaticano ed il Santo Padre, di far lavorare insieme precari ma anche imprenditori senza scrupoli, che un tempo lottavano sulle spropositate richieste di tutela, maternità, sindacalizzazione e garanzie assortite, pacifisti ma anche interventisti, che solo pochi mesi fa non trovavano accordo sul giusto appoggio militare agli alleati americani e israeliani impegnati nella guerra al terrore assassino, nell'antica Babilonia come in Terra Santa.
Grazie all'opera di mediazione di Veltroni, queste forze sono finalmente assieme in un partito moderno, che si lascia indietro le ideologie del passato ma anche che accetta di vivere in questo tempo, cogliendo tutte le opportunità che si presentano per arrivare a cambiare il paese, con l'ispirazione del momento.
Ce la farà il PD a recuperare in sei settimane quei 10 punti che lo separano dall'avversario - in senso buono, e a costruire un nuovo paese, dove il lupo conviva con l'agnello? Noi glielo auguriamo di tutto cuore.
E che dire della perfida sinistra radicale? Per non essere parziale, non dirò che arranca senza scopo dietro al grande PD ma anche che candida una cariatide senza alcuna speranza di arrivare da nessuna parte, invece di sciogliersi definitivamente, come dovrebbe fare. Essa afferma proditoriamente che con una anacronistica coalizione di centrosinistra Berlusconi sarebbe battuto. Non posso esprimermi sul merito di queste arroganti asserzioni, per mantenere un profilo equilibrato, ma anche se una coalizione del genere avesse più speranze, irriterebbe di certo l'avversario - in senso buono - e questo genere di violenze non appartengono alla cultura del PD.
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02/03/2008
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