Direttore:
"Buongiorno, cari lettori. Anche oggi dal nostro studio siamo pronti a trasmettere il nostro dattiloscritto o se preferite a dattiloscrivere la nostra trasmissione. Oggi, un sorpresa per i nostri lettori: invece di parlare di un solo argomento come facciamo abitualmente, ci occuperemo di diversi aspetti della nostra Italia. Di quale Italia? Di quella che compare nei racconti, spesso fantasiosi, dei politici oppure di quella vera? Norma Infranta ci parlerà della ricostruzione de L'Aquila, mentre il nostro Sandrino ha fatto delle interviste sul paventato aumento dell'età pensionabile di cui parla Draghi. Parleremo anche di altre questioni, ma non vi anticipo nulla."
"Ci scusiamo se doveste trovare troppo seria questa puntata; ciò non dipenderà dalla nostra volontà, che è quella di fornire un servizio satirico di tipo demenziale, ma solo dalla spietata concorrenza sulle grosse sparate che ci fa chi dovrebbe fare un lavoro serio di informazione. Ce ne scusiamo comunque con i lettori. A nome di questi signori, soprattutto."
Sandrino:
"Oltre al sottoscritto e al Direttore Irresponsabile Tony Bassi, in studio oggi della redazione ANSIA: Alan Douar, Norma Infranta, e, in collegamento telefonico da Rio de Janeiro, Santino Lo Monaco. Ospiti in studio l'ultimo operaio che vota a sinistra, Guido Lo Treno, e il geologo Mario Piccozza, esperto di movimenti sismici. Buongiorno a tutti."
Coro:
"Buongiorno"
Direttore:
"Norma, puoi spiegare perché ci siamo occupati della ricostruzione de L'Aquila e che tipo di viaggio abbiamo fatto per il nostro servizio?"
Norma Infranta:
"Sì, direttore. Abbiamo cominciato dalle parole del ministro Brambilla: 'Il premier Berlusconi ha proprio ragione. Ormai esportiamo soltanto insulti. Non si parla di quanto il Paese abbia retto alla crisi economica meglio di altri. E nemmeno della ricostruzione dell’Aquila. C’è un partito antitaliano che lavora contro l’Italia'. Effettivamente, ci siamo accorti che c'è pochissima attenzione sulla ricostruzione del centro storico de L'Aquila, non solo nella stampa estera ma anche e soprattutto nell'informazione italiana, escludendo il lavoro di pochi quotidiani come Repubblica e di trasmissioni come Presa Diretta. Dato che abbiamo pochi fondi, e che comunque non ci sarebbe possibile ottenere un lasciapassare per arrivare all'interno del centro storico, abbiamo fatto un viaggio particolare…"
Direttore:
"Come un lasciapassare? Ma la ricostruzione dell'Aquila, fiore all'occhiello del governo Berlusconi, non è completata?"
Norma Infranta:
"La situazione non è propriamente come la si descrive, direttore. Il lasciapassare serve perché la zona de L'Aquila interessata dal terremoto è chiusa, e non vi si può accedere. E questo perché il governo non ha ricostruito ancora praticamente nulla, anzi le macerie sono ancora lì, dopo sei mesi. Forse il ministro si riferiva a questo, e la sua task-force si dedicherà a raccogliere le testimonianze degli Aquilani. Comunque sia, ispirati dalle parole del ministro del turismo, abbiamo cercato le informazioni un po' nascoste, in modo da contribuire, nel nostro piccolo, a colmare questa lacuna, e al termine della trasmissione tradurremo il tutto in inglese, in modo che finalmente la stampa estera cominci a interessarsi a cosa sta succedendo a L'Aquila. Ci siamo mossi in siti web e blog, per trovare immagini recenti, storie e testimonianze, voci piccole, come la nostra d'altra parte, ma tante voci piccole fanno una voce potente, in grado - forse - di arrivare dove serve che giunga."
Direttore:
"Immagino che i lettori si saranno accorti che oggi la nostra satira demenziale è in sciopero…"
Norma Infranta:
"Non si può parlare in modo demenziale di certe cose, e dato che è proprio il momento di parlarne tutti, tanto peggio per la satira. Non ci legge quasi nessuno, e quei pochi che lo fanno sapranno perdonarci. Giù la maschera, quindi: il circo oggi è chiuso, il clown smette di fare il buffone. Oggi i personaggi e le comparse di questo show non parlano per far ridere, ma prendono vita e raccontano di testa loro, e a modo loro. Se a voi lettori la cosa non piace, potete andare altrove in due click o tre."
Alan Douar:
"Mi sembra giusto. Cominciamo a fornire il materiale che abbiamo raccolto, Norma, e poi commentiamo assieme. Cari lettori, se ci avete seguito fin qui, vi prego di proseguire con noi. Noi non abbiamo prodotto nulla, ma ritrasmettiamo quello che altri hanno messo assieme, questa oggi è la nostra funzione, una testimonianza. Per prima cosa ecco qui la trasmissione curata dal bravissimo Riccardo Iacona, la puntata sul terremoto di Presa Diretta:
Norma Infranta:
"Per capire di più della 'ricostruzione', uno dei nodi principali che vi proponiamo è questo blog:
leggete con attenzione, è un pozzo di informazione. In particolare, tra il materiale del blog, potete trovare una risposta interessante per il ministro Brambilla sul motivo per cui nessuno ha parlato de L'Aquila, guardando questo filmato:
si chiama censura, e si fa per nascondere qualcosa che non si vuole venga visto."
Alan Douar:
"Altro materiale sulla 'ricostruzione', da Repubblica:
e questo è un altro sito pieno di materiale:
"
Norma Infranta:
"E adesso, accontentiamo il ministro Brambilla, lasciamo da parte le putt…"
Direttore:
"Norma!"
Norma Infranta:
"Scusa direttore, le escort del Presidente del Consiglio, le leggi ad personam per processi di corruzione, e occupiamoci della vita delle persone. E parliamo della disinformazione della cancellazione del dissenso e della opacità con cui è stata gestita questa emergenza, della 'ricostruzione', in cui l'unto, come un piazzista, arriva a Onna a distribuire le chiavi delle casette di legno fornite dalla Croce Rossa tedesca e dalla Provincia Autonoma di Trento, quasi le avesse fatte lui con le sue mani, portandosi, secondo le testimonianze, gli applausi registrati da casa. Parliamone, parliamone tutti, facciamo girare le immagini, diamo voce. Per la pace del ministro del turismo, che possa finalmente leggere e sentir parlare della 'ricostruzione' de L'Aquila, magari privata della retorica di sapore fascista con cui la televisione di Stato ci ha disinformati."

