Strani, inquietanti segni accompagnano questa vigilia elettorale. Il terremoto scuote la capitale, le madonnine piangono sangue (poi si scoprirà che era pomodoro, perché il sangue lo avevano finito da tempo), la statua di Garibaldi al Gianicolo si è coperta gli occhi con la mano. La gente è nervosa, inquieta, distratta. Non si ricorda neppure i nomi dei candidati (com'erano? Untolo? Veltrolo? Bertolo? Pierferdolo? Nani, quando servirebbero giganti). La gente parte già, chi va in Spagna, chi negli USA. Senza votare. Un caso?
Le elezioni sono per domani, e già ci sono pronte le liste di chi è che si assumerà la colpa della sconfitta. Sì, perché nessuno è pronto a vincere e sono tutti pronti a perdere. Forse perché, comunque andrà, avremo perso noialtri e lor signori avranno vinto.
Una rapida carrellata sui candidati:
- abbiamo Berlusconi, la versione aspirante premier 5.0. Caratteristiche: stanco, sfiduciato, irritato.
- abbiamo Veltroni, la controparte scema di D'Alema, che vuole fare il nuovo. Chiude a sinistra per aprire a destra e se ne vanta.
- abbiamo Bertinotti, un uomo per tutte le stagioni, dal 1950 al 1977.
- abbiamo Casini, ma non mi viene in mente nulla (il che è tutto dire).
Poi ci sono i fascisti, i comunisti estremisti e altri, che non arriveranno in parlamento, e su cui evito di commentare.
Vorrei fare un appello perché andaste a votare, ma un po' mi vergogno. Mi vergogno profondamente persino di confessare che io andrò a votare. Però andateci lo stesso, ma non scordatevi questa insoddisfazione, questo travaglio, nei 5 anni che seguiranno.
ANSIA press vuole far ridere, e vi sta, ci sta, facendo piangere. Va bene così. I veri comici sono tutti sulle schede, accontentatevi di noi dilettanti.

