Lo abbiamo trovato, dopo due settimane di disperata ricerca: un operaio che vota a sinistra. Ve lo presentiamo: Guido Lo Treno, 56 anni, una vita passata in fabbrica e un voto sicuro per Bertinotti. Lo abbiamo bloccato e costretto a una breve intervista, prima che sparisse di nuovo.
Signor Lo Treno, è vero che la lotta di classe è finita?
"Sì, ha ragione Vetroni. La lotta di classe è alle nostre spalle, adesso siamo alla guerra di classe. E la stiamo perdendo."
Perché voterà Sinistra Arcobaleno?
"Abbiamo tirato a sorte, e ho preso la paglietta corta."
E perché gli operai, i precari, i disoccupati oggi votano a destra?
"Perché se vince la sinistra, i padroni si incazzano e licenziano a rotta di collo. E' risaputo."
E se invece dovesse vincere la destra?
"Licenziano lo stesso, ma in modo meno rude, diciamo col sorriso sulle labbra."
Insomma, è una questione di vasellina?
"Sì, ormai la classe lavoratrice è superata, non serve più a nulla, perché non si produce più. A che serve produrre? Si gioca con la finanza, al superenalotto, al gratta-e-vinci. E' il grande sogno italiano, diventare tutti ricchi senza fare nulla, e magari arrivare in tivvù. La produzione è una ideologia malata del secolo scorso."
Che cosa spera che faccia Bertinotti, se vincerà?
"Spero tanto che si cambi il maglione. Anche perché sarà primavera."
E cosa teme che faranno Veltroni e Berlusconi in caso vincano?
"Questo non glielo so dire. Immagino che la guerra di classe continuerà, ma ci siamo abituati."



